Sul versante sud-ovest del Vallo di Diano, nel Cilento, con il suo splendido borgo medioevale, il comune di Sanza, incastonato tra i monti della catena del Cervati, apre la valle al Golfo di Policastro.

Sanza, ancor prima della presenza lucana e romana, ha da sempre assunto un’importanza strategica e commerciale come passaggio obbligato lungo l’antica via carovaniera “del sale” che collegava la costa con la parte meridionale del Vallo di Diano.

Tra le prime testimonianze storiche di rilievo, si ricorda il contributo del I sec. a.C. del naturalista romano Plinio il Vecchio, il quale nella Naturalis Historia menzionava il popolo lucano dei Sontini, in qualità di appartenenti alla confederazione dei popoli lucani. Ciò induce a credere che l’abitato arcaico si chiamasse Sontia e che sorgesse nell’area pianeggiante di contrada Agno (non molto distante dall’odierno insediamento), dove nei decenni passati sono venute alla luce rare ma significative testimonianze come vasellame lucano e pietre tombali romane.

Cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il borgo di Sanza è posto a tredici km dall’uscita autostradale Padula Buonabitacolo della A3, a pochi minuti dalla splendida Certosa di San Lorenzo a Padula e, attraverso la S.S. 517 Bussentina, a pochi minuti dalla costa tirrenica del Cilento.

Il monte Cervati ricoperto da nevi perenni per almeno sei mesi all’anno, patrimonio mondiale dell’umanità e riserva di Biosfera riconosciuto dall’UNESCO, nonché vetta più alta della Campania, rappresenta un sito di biodiversità di valenza straordinaria in Europa; le ricchezze floristiche, le distese di lavanda ed un paesaggio mozzafiato rendono assolutamente unico un luogo dove è possibile visitare la cavità carsica più importante del meridione d’Italia, “l’Affunnaturo re Vaddivona” (nel locale dialetto sanzese). Quest’ultimo, situato sul Monte Cervato, è accessibile da un tunnel artificiale scavato nella montagna e presenta un’interessante caratteristica: l’ambiente caldo-umido che viene a crearsi all’interno dell’inghiottitoio consente di creare un micro-clima particolare, in cui vivono piante e animali che non dovrebbero trovarsi a quelle altitudini (quota 1070 m.). La presenza di pareti a strapiombo e cascate conferiscono al luogo particolare bellezza.

Vista di Sanza da Colle del Pero

 

 

 

 

Il centro storico, arroccato su di un promontorio a guardia della valle del Bussento.

 

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