Lontano dai rumori della vita terrena, appartata sul Monte Cervati, nel territorio di Sanza sorge la casa della Arciconfraternita di Santa Maria della Neve.

Il santuario di Sanza, costruito intorno al X secolo, come si legge da un’epigrafe ivi conservata, ha una pianta conforme al periodo di costruzione: essenziale e lineare con mura spesse più di 2 metri, a differenza della parte più esterna aggiunta circa sei secoli dopo, che presenta mura parietali più leggere e snelle. Nei pressi del santuario vi è la caratteristica grotta rocciosa e stretta che conserva l’antica statua lignea della Madonna, di forte attrazione religiosa. La zona è meta di centinaia e più pellegrini tra luglio e agosto per la secolare festa dedicata alla vergine.

Tutto ha inizio nella notte del 26 luglio, quando le campane annunciano l’imminente uscita della statua. L’intera cittadinanza è sveglia pronta per l’avvento. Conclusa la messa, il cielo si incendia con i mille colori dei fuochi pirotecnici e si parte in processione per il Monte Cervati, verso la cappella della Madonna costruita in suo onore. La sua statua resta lì fino alle 4 del mattino del giorno 5 agosto, allorquando ha inizio il pellegrinaggio di ritorno al santuario. Salutata la Madonna al prossimo anno, i festeggiamenti continuano con gli esplosivi fuochi d’artificio.

La statua conservata nella grotta, realizzata in malta e in gesso, secondo una tradizione largamente attestata tardo-medievale nel Cilento, presumibilmente sostituisce una più antica immagine venerata fin dall’alto medioevo, da pastori del luogo e forse da monaci orientali.

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