Il culto di San Vincenzo Ferreri a Gesualdo si fa risalire, tra storia e leggenda, ad un insolito avvenimento accaduto a Gesualdo.

Si racconta che una comunità religiosa siciliana commissionò ad un artista spagnolo la realizzazione di una statua di San Vincenzo Ferreri. Nel trasferimento della statua verso la destinazione, i portatori della statua sostarono proprio a Gesualdo. La sua bellezza e il fascino della storia del santo incantarono i gesualdini, che come se illuminati da una celeste ispirazione, commisero quella che si potrebbe definire una “prepotenza mistica”. La leggenda vuole che la statua non ripartì verso la destinazione ma venne trattenuta a Gesualdo, e da allora il culto di San Vincenzo Ferreri è rimasto fervido e costante.
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La festa di San Vincenzo Ferreri, nell’ultima domenica del mese di agosto, simboleggia la festa del raccolto e il rituale è un modo per ringraziare il santo della abbondanza dei raccolti.

Il significato antropologico della festa si materializza nella simbologia della figura del bambino-angelo, che vola al di sopra della gente con l’identità locale che si riconosce in un’unica persona: un santo guerriero che combatte da solo, a nome di tutti, piccolo ma coraggioso contro tutto ciò che rappresenta un’insidia o una minaccia. Da qui nasce il tradizionale “Volo dell’Angelo” che si svolge appunto durante la festività del Santo, ad un altezza di 25 metri.

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