Ci sono luoghi dalla posizione perfetta, incastonati tra il mare e la montagna: Vico Equense è uno di questi.

Situato a metà strada tra il Golfo di Napoli e i Monti Lattari, Vico Equense è una delle perle della cosiddetta costiera sorrentina.

Geograficamente ha una posizione speciale dal punto di vista turistico, ma particolare dal punto di vista del territorio: sorge infatti su un blocco di tufo tufaceo e calcareo a soli 90 mt sull’altezza del mare e che trova il suo punto più alto nel Monte Sant’Angelo.

Vico Equense è anche uno dei comuni più grandi della costiera sorrentina oltre che uno dei più antichi e ha visto il passaggio di Aragonesi ed Angioini durante la sua lunga vita.

La sua espansione sociale ebbe una notevole crescita nel 1906 grazie alla linea tranviaria che univa Castellammare di Stabia a Sorrento, sostituita poi nel 1948 dalla ferrovia che collegava Torre Annunziata a Sorrento e Napoli.

Numerosi i luoghi di interesse della splendida Vico Equense, uno su tutti il celebre Castello Giusso.

Edificato tra il 1284 ed 1289, si narra  che il Castello Giusso fu realizzato per volere del re Carlo II d’Angiò, anche se alcune fonti danno come più probabile una realizzazione per volere del feudatario Sparano di Bari. Utilizzato sia come struttura militare che per uso residenziale, il Castello Giusso deve il suo nome ai proprietari Luigi ed il figlio Girolamo Giusso che durante il XIX secolo eseguirono numerosi lavori di restauro e abbellimento. In realtà nel corso degli anni è appertenuto a diverse personalità: prima a Gabriele Curiale, paggio della corona d’Aragona, poi a Ferrante Carafa, feudatario del paese nel 1568, dunque a Matteo Di Capua, appartenente alla famiglia dei Ravaschieri.

Dopo un breve periodo nelle mani di Nicola Amalfi divenne di proprietà della famiglia Giusso che nel 1934 lo cedette alla Compagnia di Gesù.

Nel tempo il Castello Giusso è cambiato molto e attualmente della costruzione originaria restano giusto una parte della cinta muraria ed una terrazza sul mare.

I principali cambiamenti furono fatti proprio nel XVII secolo e trasformarono il castello in una residenza signorile con giardini, grotte, giochi d’acqua e piante secolari. Gli interni invece furono impreziositi e resi adatti ad ospitare la collezione d’arte, andata poi perduta, di Matteo Di Capua.

Furono proprio Luigi Giusso e il figlio Girolamo, da cui il Castello prese il nome, a ristrutturare notevolmente l’edificio: furono loro a decidere per la caratteristica colorazione rosa salmone e ad affrescare i saloni delle Armi e quello dei Ventagli, ma anche a costruire la piccola cappella privata dedicata a Santa Maria della Stella.

La bellezza del Castello Giusso però, nonostante i numerosi mutamenti subìti nel tempo, è arrivata fortunatamente fino a noi tanto che oggi, la struttura, viene utilizzata per ospitare cerimonie, meeting ed esposizioni d’arte.

  Uno scorcio del Castello Giusso a Vico Equense.

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