Il Museo Diocesano del Duomo di Salerno, importante punto di riferimento per la conoscenza della storia e della cultura campana dal medioevo al XVIII secolo, ha sede, insieme alla biblioteca e all’archivio diocesano, nell’antico ex seminario arcivescovile, occupato fino agli anni Ottanta del secolo scorso dalla Scuola medica salernitana.

Al suo interno, esposte in diverse sale, sono conservate numerose opere di notevole valore artistico e storico. Fra queste ricordiamo gli avori salernitani, il rotolo miniato dell’Exultet, la Croce lignea, alcune tele di scuola caravaggesca e diverse opere di Andrea Sabatini.

Nella prima sala troviamo la collezione degli avori salernitani, la più vasta e completa raccolta di tavolette eburne istoriate del Medioevo cristiano esistente al mondo: 69 pezzi, di cui 37 illustrati con scene del Vecchio e Nuovo Testamento, estremamente raffinate e ben scolpite.

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Nel Museo è conservato un prezioso Exultet, risalente alla fine della prima metà del XIII secolo, diviso in 11 fogli pergamenacei, che illustra il Preconio pasquale (annunzio della Pasqua).

Il rotolo veniva srotolato durante la liturgia della veglia pasquale per annunciare, attraverso le immagini al popolo in maggioranza analfabeta, la Risurrezione. Si ritiene che il manufatto appartenga ad uno scriptorium salernitano al quale è stato attribuito anche il rotolo conservato nella Biblioteca apostolica vaticana.

Inoltrandoci nelle sale del Museo potremo ammirare la Croce realizzata nell’XI secolo e rivestita da due lamine d’ottone con pietre dure e smalti traslucidi attribuiti al senese Tondino del Guerrino. La Croce è conosciuta anche come Croce di Roberto il Guiscardo. Secondo la tradizione, il principe di Salerno la portava con sé durante le battaglie. Fra i pezzi unici esposti, oltre alla Croce lignea, va segnalato la pianeta in seta indossata da Gregorio VII.

All’interno del Museo è presente anche una ricca pinacoteca, di quasi 100 dipinti, fra questi: la Crocifissione di Roberto d’Oderisio del XIV secolo, la Pietà, La Madonna e i santi Aniello e Leonardo di Andrea Sabatini, il principale pittore rinascimentale dell’Italia meridionale.

Percorrendo il corridoio troviamo il lapidarium, con reperti databili tra il I secolo a.C. e il XVII d.C., una sezione numismatica con migliaia di monete della Magna Grecia, della Repubblica di Roma, dell’Impero Romano e della Zecca di Salerno, fra cui il famoso Follaro di Gisulfo II.

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