La splendida Amalfi, perla della Costiera e conosciuta in tutto il mondo per i suoi paesaggi mozzafiato, nasconde però anche numerose bellezze architettoniche di indubbio interesse.

Tra queste non si può non citare la Chiesa di Santa Maria a Piazza, la Chiesa di Santa Maria Maggiore (o Chiesa Nuova) e il Santuario della Madonna del Rosario.

Celebri ad Amalfi anche le fontane, come la Fontana di Sant’Andrea, con le sculture marmoree del santo patrono e di divinità marine, scolpite nel Settecento, e la Fontana di  Cap ‘e Ciuccio, dove si abbeveravano una volta gli asini provenienti dalla Valle delle Ferriere.

Davvero tanti i monumenti sacri della splendida cittadina in provincia di Salerno, ma tra tutti il più celebre in assoluto sembra essere proprio il famoso Duomo di Amalfi con il Chiostro del Paradiso.

Il Duomo, realizzato in uno splendido stile arabo-siciliano, è attualmente dedicato a Sant’Andrea, patrono della città.

L’edificio in realtà, più che una singola costruzione, andrebbe considerato come un complesso monumentale, visto che risulta essere formato da sovrapposizioni ed affiancamenti di varie chiese realizzate in epoche differenti. Il primo edificio dedicato al culto cristiano fu ad esempio una chiesa paleocristiana risalente al VI secolo d.C., che sostituiva un tempio dedicato a divinità romane. Tra il VI ed il IX secolo d.C., venne invece costruita la prima Cattedrale dedicata alla Madonna Assunta, prima protettrice di Amalfi. La Chiesa attuale è invece, come già detto, dedicata a Sant’Andrea e risale al IX secolo d.C., costruita su commissione del duca Mansone I. Successivamente vi furono fatte aggiunte sia in epoca medievale che barocca tra cui il Campanile, l’altare di Sant’Andrea con due statue del Bernini e il Chiostro del Paradiso.

E’ proprio il Chiostro del Paradiso ad essere diventato nel tempo un altro dei simboli di Amalfi e  uno degli edifici più noti e interessanti dell’intera costiera Amalfitana.

Edificato negli anni tra il 1266 ed il 1268 per volere dell’arcivescovo Filippo Augustariccio, il Chiostro del Paradiso era un cimitero per i cittadini illustri e benemeriti attaccato alla basilica dell’Assunta, collegato al palazzo arcivescovile e formato da un quadriportico con volte a crociera, archi acuti, colonnine binate ed archi intrecciati d’influsso moresco.

All’interno del Chiostro del Paradiso vi trovavano posto sei cappelle affrescate realizzate tra la fine del tredicesimo e gli inizi del XIV secolo. Esse appartenevano a nobili famiglie amalfitane ed ospitavano i sarcofaghi con i corpi dei loro illustri rappresentanti. Di questi sarcofaghi ne restano ormai solo cinque, ma molto importanti dal punto di vista storico.

Si tratta del sarcofago rappresentante il Ratto delle Proserpina, noto episodio della mitologia greca; quello rappresentante Romolo e Remo allattati dalla lupa; il sarcofago rappresentante le Nozze di Peleo e Teti; quello romano con scanalature a “S”, con lo stemma della famiglia amalfitana dei Favaro e con la croce di Amalfi; il sarcofago dell’arcivescovo Pietro Capuano, morto nel 1359, con le immagini scolpite della Madonna, di Cristo, dei Dodici Apostoli e dei Ss. vescovi Biagio e Basilio. Infine, il sarcofago romano del IV secolo d.C. che riporta il nome del decurione Publio Ottavio Rufo.

Al centro del Chiostro del Paradiso trova posto uno splendido giardino con palme, costruito verosimilmente solo dopo il restauro del 1908.

Chiostro del Paradiso ad AmalfiUno scorcio del giardino interno del Chiostro del Paradiso

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