La leggenda delle streghe ha dato a Benevento la fama della “Città delle Streghe”, e ancora oggi in questo luogo si respira un’aria magica e intrigante.

Pare che la leggenda della streghe di Benevento risalga all’antichità sannitica e a quella romana, quando, nel IV secolo a.C. gli antichi coloni della Magna Grecia trapiantarono nel Sannio il culto orgiastico di Cibele e quando Ovidio cantò le orrende stigi bramose di sangue infantile. Ma è pur vero che la saga si diffuse rapidamente in Europa nel 1600.

A differenza di altre città, dove le Streghe ebbero una fama spesso triste, Benevento vanta il primato di una leggenda suggestiva che ha ispirato nei secoli poeti ed artisti. Leggenda che nacque quando la credenza dell’esistenza delle Streghe si fuse con gli echi dei misteriosi riti orgiastici del Longobardi, che a Benevento avevano fatto la capitale del loro vasto ducato meridionale (come racconta il promedico beneventano Pietro Piperno nel suo De nuce maga).

Durante il Rinascimento, vivevano ed operavano a Benevento alcune tra le streghe più famose nell’Italia in quel periodo: Violante da Pontecorvo, Maga Menandra o la Maga Alcina che, secondo Pietro Piperno autore delle scritto “De nuce maga”, viveva a circa quattro miglia dalla città di Benevento, nel paese di Pietra Alcina ovvero Pietra Pucina (piccola pietra), che attualmente si chiama Pietrelcina, la Boiarona che aveva legato dei demoni alle noci e anche la strega Gioconna oltre che la cosiddetta Arcistrega della zona del Sannio che fu processata dal Santo Uffizio di Roma nel 1540, famosa perché amava arruolare apprendiste molto belle, alle quali, dopo averle spalmate di unguento fatato, insegnava la formula per volare.

Si racconta che, tra i loro riti, le streghe avessero l’abitudine di riunirsi, nelle notti tra il sabato e la domenica, attorno ad un grande noce per dare vita al loro sabba demoniaco. L’arrivo al luogo avveniva rigorosamente in volo a cavallo di scope dopo essersi unte con l’unguento miracoloso che dava loro non solo il potere di volare, ma anche di rendersi invisibili a occhi indiscreti.

Attorno al grande noce si animava una ridda selvaggia. Queste donne erano assai temute dalla gente. Si pensava, infatti, che potessero causare aborti e deformità nei neonati, e si credeva che avessero la capacità di passare sotto le porte durante la notte; da qui il termine Janara significa infatti “porta”. Altri studi tuttavia, riconducono questo termine a dianare, cioè le donne sacerdotesse di Diana. Infatti, in epoca romana si era diffuso in questo luoghi il culto di Diana, e l’imperatore Diocleziano vi aveva fatto erigere un tempio in suo onore.

Dunque Benevento è conosciutissima per la sua storia e per questa suggestiva leggenda. E’ un luogo antico da visitare per il suo fascino. Una zona da annotare nel proprio itinerario di viaggio, magari per scoprire dove si trovasse la vasta spianata del noce magico dove le streghe si riunivano per dar vita ai loro malefici…

Le streghe di Benevento

“… Unguento unguento mandame alla noce de Benevento supra acqua et supra vento et supra omne maltempo…”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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