Nel salernitano sono nate nel tempo numerose leggende.

Una antica fra queste, avvolta tra sacro e mistero, ha come scenario Roccagloriosa. Più precisamente una sua frazione, Acquavena.

La storia racconta di un pastore che puntualmente perdeva i suoi buoi, quando li portava al pascolo. L’uomo preoccupato pensò a un ladro di bestiame. Decise dunque di legare con una corda ogni bue per seguirne eventuali spostamenti e di collegare tutti i fili a una matassa che teneva sempre sott’occhio. Notò dunque che uno dei fili veniva tirato e seguì l’animale che si stava allontanando dal pascolo. Lo seguì fino a quando il bue arrivò ad un piazzale davanti a un’enorme quercia. In quel luogo il pastore trovò anche gli altri buoi che erano disposti tutti in semicerchio davanti alla quercia, in atteggiamento sommesso, come se pregassero. Sul fusto del grosso albero capeggiava una figura, che il pastore riconobbe come la Madonna. Senza parole, corse al paese per raccontare l’accaduto.

Gli abitanti decisero di edificare in quel luogo una chiesa in onore della Vergine La Madonna di Acquavena, che inglobava all’interno il fusto della quercia.

Nonostante i diversi tentativi di scalfire il legno della quercia, nessuno vi è riuscito. La quercia è ancora oggi parte della Chiesa.

Nella Chiesa, intitolata a Maria SS. Potentissima si venera con molta devozione la meravigliosa icona della Madonna incastonata nel tronco murato sotto la nicchia. Tutt’intorno nell’abside sono affrescati i miracoli della Potentissima in uno stile popolare e toccante nella sua semplicità.

La Chiesa di Maria SS. Potentissima esisteva già nel XVI secolo, anche se nel corso del ‘600 ha subito numerosi lavori di restauro che ne hanno arricchito la bellezza e la suggestione.

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