Tra gli edifici di culto di Cava de’ Tirreni, spicca la Badia della SS.Trinità, fondata nel 1011 da un monaco eremita benedettino.

L’Abbazia Benedettina della SS. Trinitàn a Cava de’ Tirreni fu nel Medioevo uno dei centri religiosi e culturali più vivi dell’Italia Meridionale. Fondata da un nobile Longobardo, Sant’Alferio Pappacarbone che ebbe la visione della SS. Trinità sotto forma di tre raggi luminosi provenienti dalla Roccia, ritiratosi in quei luoghi per vivere in preghiera e in meditazione, vedrà in poco tempo sorgere una comunità numerosa di monaci.

L’archivio della Badia è molto importante. Nelle due elegantissime sale della fine del secolo diciottesimo sono contenuti preziosi manoscritti pergamenacei e cartacei, più di quindicimila pergamene, di cui la più antica è del 792 d. c., e un considerevole numero di documenti cartacei. Ciò ha richiamato l’attenzione di numerosi studiosi provenienti da ogni parte. Dei codici (manoscritti in pergamena) esiste un catalogo completo a stampa ancora disponibile; presto sarà approntato anche il catalogo dei manoscritti cartacei.

Tra i codici più famosi ricordiamo la Bibblia visigotica del secolo IX, il Codex Legum Longobardorum (Codice di leggi longobarde) del secolo XI, le Etymologiae di Isidoro del secolo VIII e il De Temporibus del Ven. Beda del secolo XI, ai cui margini i monaci annotarono gli avvenimenti più importanti della badia e del mondo contemporaneo.

Tali note marginali costituiscono gli Annales Cavenses più volte pubblicati. Quanto alle pergamene, i documenti privati sono ordinati in ordine cronologico e sistemati nella sala diplomatica in arche di cui ciascuna contiene 120 pergamene. I documenti pubblici (bolle papali o vescovili, diplomi di imperatori, re e signori feudali) si trovano invece nell’arca magna in numero di oltre settecento, ordinati anche essi cronologicamente.

La consultazione è resa facile agli studiosi da un Regestum Pergamenarum, manoscritto di otto volumi in folio compilato da monaci nel secolo scorso. Vi si trova il riassunto di tutte le pergamene con l’indicazione dell’arca in cui sono contenute. I documenti già pubblicati nel Codex Diplomaticus Cavensis appartengono agli anni 792-1080 e sono esattamente 1669.

La Biblioteca della Badia possiede oltre 40.000 volumi con numerosi incunaboli e importanti cinquecentine.

I volumi sono catalogati e sistemati in tre sale. Le scienze più rappresentate sono la Patristica, la Teologia, il Diritto e, soprattutto, la storia. Un catalogo per autori ne facilita la consultazione.

La Biblioteca della Badia di Cava de' Tirreni

Scrive lo storico Paul Guillame nella seconda metà dell’800: (…) Secondo una tradizione costante e la testimonianza dello storico Rodolfo, le mura innalzate di giorno si trovavano distrutte all’alba del giorno dopo. L’uomo di Dio pensò allora che il Cielo non approvava il luogo che egli aveva scelto e siccome di fronte al monte Sant’Elia, in fondo – alla roccia – della grotta che aveva deciso di abbandonare vide a più riprese e di notte una luce splendente divisa in tre raggi, considerò quest’apparizione come un segno della volontà divina e decise di costruire il monastero intorno alle celle già esistenti, malgrado le evidenti difficoltà che questo progetto presentava. 

Alferio cominciò col sostituire il piccolo oratorio della grotta con una chiesa più adatta. I lavori cominciarono nel 1012 a spese dello stesso Alferio e continuarono, senza interruzione, per parecchi anni. La benedizione solenne della chiesa avvenne nel 1019. Tutto il monastero, in quell’occasione, fu posto sotto la protezione della Santissima Trinità, che un tempo si era compiaciuta di indicarne il luogo e così da allora lo si indicò col nome di: monastero della Santissima Trinità della Cava…”.

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