Particolari condizioni climatiche e territoriali rendono l’Irpinia ricca di numerose specie vegetali utili alle api: dalle fioriture spontanee, alle piante foraggere, agli alberi da frutto. Se ne ricavano dunque molteplici qualità che rendono il miele irpino tra i più ricercati sia per consumo nella dieta quotidiana che come ottimo ingrediente per la preparazione di dolci.

L’Irpinia offre dunque numerose varietà di mieli:

Il miele millefiori irpino.

Per millefiori si intendono quei mieli per la cui produzione le api hanno utilizzato il nettare di varie specie di piante. Possono avere origine da una specie botanica prevalente, accompagnata da un gruppo costante di altre specie; oppure da numerose essenze vegetali, come nei mieli primaverili, per cui è impossibile risalire a cosa è dovuto un determinato aroma, anche se il risultato è comunque straordinario. In molte zone i mieli millefiori prodotti presentano caratteristiche esclusive e costanti da renderli facilmente identificabili così come per i mieli uniflorali.

I mieli uniflorali irpini.

Si parla di miele uniflorale quando questo proviene principalmente da un’unica specie botanica e ne risulta sufficientemente caratterizzato da essere riconoscibile.

Il miele di castagno.

È il miele prodotto in quantità maggiore nella provincia di Avellino ed è molto apprezzato dai consumatori amanti di sapori intensi. Si consuma tal quale o in abbinamento con formaggi freschi. Si presenta liquido a cristallizzazione molto lenta, non sempre regolare di colore ambrato più o meno scuro, con tonalità rossiccio/verdastre nel miele liquido; marrone se cristallizzato; di odore intenso o molto intenso, molto caratteristico, aromatico, pungente, acre, verde, di legno, di tannino, fenolico, amaro, di ceci lessati, di cartone bagnato, di sapone di Marsiglia al gusto; poco dolce, normalmente acido; decisamente o molto amaro.

Il miele di acacia.

È uno dei mieli più conosciuti ed apprezzati, in quanto riunisce le caratteristiche maggiormente gradite al consumatore: stato fisico permanentemente liquido, colore chiaro, odore e sapore molto delicati ed elevato potere dolcificante; nei campioni più puri l’odore leggermente floreale, può ricordare il profumo dei fiori di robinia, di cera nuova; di pera cotta; aroma delicato, tipicamente vanigliato; poco persistente.

Il miele di sulla.

Oggi la sua produzione va diminuendo per il ridursi della coltivazione di questa foraggera, dovuto al mutamento dei sistemi di allevamento e di agricoltura. E’ un miele che cristallizza spontaneamente alcuni mesi dopo il raccolto, da quasi incolore a giallo paglierino, quando liquido, da bianco a beige chiaro quando cristallizzato; di odore al massimo di debole intensità, che nei campioni più puri e caratteristici può essere descritto come leggermente vegetale, generico di miele, di paglia o erba secca; aroma vegetale, di legumi verdi (fagiolino), di fieno, ricorda le noci fresche, di datteri, di torrone.

Il miele di melata di Metcalfa.

La metcalfa è un insetto che si nutre di linfa vegetale, producendo una sostanza zuccherina, la melata, che viene raccolta dalle api che lo trasformano in miele. É un miele che resta liquido a lungo, in genere molto viscoso, filante, da ambra scuro a quasi nero se liquido, marrone se cristallizzato. All’olfatto presenta odore di media intensità caratteristico, vegetale/fruttato, di conserva o passata di pomodoro, di frutta cotta, di confettura di fichi; al gusto è poco dolce; acido da normale a deciso; salato da non percettibile a netto; leggermente astringente.

Il miele di borragine.

Pur essendo una produzione da annoverare tra quelle secondarie, il miele di borragine specie nelle stagioni caratterizzate da primavere piovose seguite da periodi soleggiati, risulta essere prodotto in quantità interessanti. Prodotto dal nettare della diffusa pianta di Borrago Officinalis, ha colore chiaro tendente al bianco, di sapore delicato e abbastanza debole, un odore debole, con una cristallizzazione molto compatta. Ha un’azione sedativa e depurativa che lo rende particolarmente indicato come dolcificante per le tisane.

Il miele di ciliegio.

In Irpinia viene prodotto eccezionalmente. In alcuni anni, quando la fioritura è particolarmente intensa e le condizioni ambientali sono favorevoli, dove è diffusa la coltivazione del ciliegio, si riesce a produrre il miele uniflorale. Il colore è piuttosto variabile da molto chiaro, fino a ambrato scuro; all’olfatto e al gusto presenta odore e aroma di media intensità, caratteristici, che richiamano quelli del nocciolo della ciliegia, lo zucchero caramellato, il croccante di mandorle.

Il miele di trifoglio.

Miele prodotto, in quantità molto limitate, in alcune zone dell’Ufita e dell’Alta Irpinia dove il trifoglio alessandrino viene coltivato per la produzione di foraggio. É un miele molto chiaro con odore e aroma poco intensi e lieve nota vegetale.

Questo viaggio del gusto viene spesso associato ai formaggi d’Irpinia e attraversa i quattro angoli di Irpinia, le valli del Sabato, del Calore, dell’Ufita e dell’Ofanto – Sele, che racchiudono piccole comunità capaci di custodire antichi saperi trasformati con maestria in intramontabili piaceri del palato.

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