La Cipolla Ramata di Montoro, pregiato bulbo originario della zona di Montoro Inferiore

La Cipolla Ramata di Montoro, in provincia di Avellino, prende il nome dai riflessi luminosi color rame della sua “buccia”; la forma “globosa” può essere simile a quella di una trottola oppure più piatta, all’interno le fitte striature (catafille) alternano, armonicamente, il bianco al viola.

Corpo ramato ed anima striata di bianchi e rosa, la Cipolla di Montoro è bella alla vista, profumata, dolce, saporita, delicatamente aromatica e persistente, cruda oppure cotta (elevata è la tenuta ai “fuochi” per la grande capacità di conservazione dovuta all’alta percentuale di sostanza secca) è uno dei prodotti speciali dell’Irpinia, da non perdere, magari in abbinamento con i grandi vini bianchi della Provincia.

Il metodo di coltivazione è tradizionale, rimasto invariato per tutto il Territorio di produzione e prevede semenzali nell’autunno precedente alla raccolta, trapianto in campo tra gennaio e febbraio (messa a dimora delle piantine, una ad una, a mano in file binate, in attesa, dopo qualche mese, di far vedere la luce ai bulbi cresciuti), raccolta estiva tra giugno e luglio, essiccazione in campo e successivo stoccaggio (in apposite strutture in legno ben ventilate), confezionamento e commercializzazione.

Il sapore della Cipolla Ramata la rende adatta a molte ricette, quelle tipiche sono la Cipolla Ramata alla piastra, nella zuppa gratinata oppure imbottita.

La Cipolla Ramata di Montoro è inserita negli specifici elenchi del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Campania.

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